Notturno #2 – la seconda ora: il gigaverme.

 

Le cose reali nel buio non sembrano più reali dei sogni. (Murasaki Shikibu)

La seconda ora: il gigaverme.

L’enorme e tetro arco che fungeva da ingresso alla grotta più buia che David avesse mai visto era lì, di fronte a loro. Sembrava una cosa uscita da un racconto di Lovecraft, tanto era imponente. Un’architettura un po’ sghemba ma solida, come se si trovasse lì dalla notte dei tempi. Intorno all’apertura erano cresciute piante e muschio, segno evidente che era passato del tempo dalla sua creazione e anche da che qualcuno ci avesse messo piede. Era come un tempio antico, la porta per un altro mondo, e l’effetto scenico era dato anche da tutta una serie di piccoli fiori luminescenti che parevano incorniciarlo in una ghirlanda luminosa.

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