Categoria: illustrazione

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Giustizia – illustrazione

La mia illustrazione per Giustizia: il metodo Shepard vol.2.

Il mio amico Gabriele Moretti è, oltre che a tante altre cose, uno scrittore.  Pubblica, su Amazon, la sua collana di libri con protagonista Frank Shepard, che ha la particolarità di dire sempre e solo quello che gli passa per la testa.

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Beast Man – Masters Of The Universe

Proseguendo il mio progetto personale personale sui Masters of the Universe, ho cercato un’altro personaggio degli otto “nativi” dell’81 ed ho trovato Beast Man.

Beast Man è uno dei più fedeli servitori di Skeletor, ed è anche uno dei personaggi ad essere introdotti per primi nella linea di giocattoli dei Masters of the universe. Dotato di grande forza fisica, ma di scarsissima intelligenza, Beast Man è spesso vittima di soprusi o di prese in giro da parte di Skeletor e dei suoi compagni, e segretamente desidera di diventare lui il leader dei guerrieri diabolici. Per il resto degli episodi, la stupidità di Beast Man funge da elemento comico fra le file nemiche nella serie. Il suo potere maggiore è quello di controllare telepaticamente gli animali, e utilizzarli per attaccare i propri avversari. Tuttavia anche questo potere non è impeccabile, dato che, per esempio, Battle-Cat ne è immune. Un retroscena inaspettato sul passato di Beast Man viene menzionato nella guida della serie (anche se non viene mai citato nel cartone animato): Beast Man, un tempo, era un umano, di nome Biff Beastman, che fu assunto come tecnico nella spedizione spaziale, capitanata da Marlena, ma giunti su Eternia fu trasformato nel mostro che è da Skeletor. Si tratta di uno dei pochissimi antagonisti secondari della serie ad avere un ruolo consistente, a differenza degli altri personaggi che spariscono dopo poche apparizioni per permettere la promozione di quelli legati a nuove action figure.

solita tecnica che ho usato per Skeletor. Ho cercato di mantenermi sempre sul solito tipo di elaborazione grafica, anche se poi vedremo che più in la ho cambiato leggermente.

Beast Man
Beast Man

La volta prodiga vedremo Mer-Man, che è insieme a alla bestia uno dei nativi cattivi alleati di Skeletor.

Per saperne di più sui Motu andate qui.

Skeletor – Masters Of The Universe

In cerca di un “progetto personale” da poter portare avanti per affinare la mia tecnica esplorando in maniera personale un universo già creato, con illustrazioni che riguardassero personaggi più o meno complessi, sono approdato sulle rive di Eternia ed ho trovato Skeletor.

Il primo personaggio col quale mi sono misurato è Skeletor. Acerrimo nemico di He-Man e antagonista principale dei MOTU (abbreviazione di Masters Of The Universe). Rappresenta la più grande minaccia ai giorni di Eternia. Cerca di conquistare il castello di Grayskull così che possa ottenere i segreti ed il potere lì custoditi, che lo abiliterebbero a conquistare l’intero pianeta. In origine era un alieno proveniente dal pianeta Infinita, abitato da suoi simili, in un minicomic successivo viene accennata la possibilità – mai confermata – che Skeletor possa essere il fratello scomparso del re di Eternia Randor, padre di Adam/He-Man. Inizialmente era un bizzarro stregone dalla pelle bluastra, dal torace scoperto e con un teschio incappucciato. Nella serie animata del 1990 il suo abito si fa più complesso, da stregone, ma a cambiare è soprattutto il volto, che si dota di occhi, passando da scheletrico ad incartapecorito. Nella serie animata del 2002 le sue fattezze tornano alle origini, con la precisazione che il teschio è gravitante sulle spalle. Anche la sua storia si completa, e si scopre che il suo vero nome è Keldor, e la ferita al volto se l’è procurata inavvertitamente da solo in uno scontro con i dominatori, poi sanata a costo di un altissimo prezzo da Hordak.

La tecnica è quella del bianco e nero, marker di varie misure su cartoncino A4.

Queso è il risultato

skeletor
Skeletor

L’idea generale è quella di affrontare un po’ tutto l’universo Masters Of the Universe, partendo dai personaggi più caratteristici (He-Man, ad esempio, credo che lo lascerò per ultimo, perché da un punto di vista illustrativo non è molto interessante).

Per saperne di più sui Motu andate qui.

Il mio 2015 fra fumetti, mostre e collettivi.

Ok, per quanto possa sembrare stupido tirare le somme in fondo ad una anno, io trovo invece che sia interessante. Il mio 2015 si è aperto con una grossa crisi: la cooperativa sociale (ah ah) in cui lavoravo da sette anni come socio-lavoratore nel settore tipografico-grafico ha chiuso il comparto e ci ha sbattuti tutti in mezzo a una strada. Con tanti saluti. Questo ha comportato si un momento molto difficile, ma ha anche aperto una nuova opportunità, ho quindi aperto una partita iva ed insieme a mio fratello (licenziato come me – lavoravamo insieme) lo Studio NaCo23. Ci siamo rimboccati le maniche e siamo ripartiti da quasi zero. e posso dire che se è vero che la stabilità economica ne ha risentito, il tempo da dedicare alla famiglia è stato gestito in maniera diversa, più umana. Quindi è andata bene.

Ismaele
Ismaele

E’ stato anche l’anno di consolidamento dell’avventura a fumetti: non solo il nostro Ismaele (mio, di Luigi Chialvo e Francesco Segala) è andato e continua ad andare avanti, costringendomi a migliorare come disegnatore, ma ha anche trovato una nuova casa in seno a Webcomics.it. Ho trovato nuovi collaboratori, come Marco Della Verde, col quale stiamo progettando una cosa che per ora NON SI DICE, ma che fra poco spero di potervi raccontare. Sono entrato a far parte del collettivo di fumetti Crossover Gangbang, ed ho esordito sotto la loro bandiera con un racconto di natale scritto e disegnato da me: il(logic) ed un altro che sarà on line a breve, sempre si verticismi, in coppia con Marco Della Verde.

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Ho anche trovato il tempo di organizzare in tempi record una specie di minifiera-workshop del fumetto qui, a Rosignano, che è venuta bene, nel suo essere piccola, e che spero possa avere un seguito in qualche maniera. Vedremo se e cosa diventerà il RosiComics.

Ho trovato anche una specie di “seconda casa artistica” nel collettivo Massoneria Creativa, coacervo di genialità e sregolatezze che mi lasciano spesso di stucco e che mi ispirano. In questa casa ho incontrato anche Diego Schirinzi e Paolo Voto, che disegnano le stupende copertine di Ismaele.

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Ho partecipato a una collettiva artistica locale a Catiglioncello (EVERY LITTLE POP OF MY HEART), ad una collettiva di autori satirici per l’evento “Articolo 21” all’indomani della tragedia di Charlie Ebdo, ed a una collettiva di tavole a fumetti al RosiComics.

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Speriamo che il 20166 mi permetta di approfondire e portare avanti tutte queste cose, e che mi spinga ad essere un creativo migliore di quello che sono oggi.

Buon Anno a tutti.

 

P.S. non parlo volutamente della mia famiglia e delle soddisfazioni che mi da giornalmente, perché su queste pagine parlo solo di creatività.

Ismaele

Cosa bolle in pentola

Ultimamente sono stato un po’ preso.

Un po’ preso dal lavoro, avendo avviato un’attività di grafica e comunicazione per conto mio (in collaborazione con mio fratello), un po’ preso dalla musica (ma poco, in realtà: suoniamo volentieri, ma fra noi e senza pressioni). Per il resto: Cosa bolle in pentola?

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Royalties anche ai coloristi!

Vi traduco un interessante articolo (qui la versione originale) Che riguarda i diritti di royalties anche ai coloristi (oltre che ai disegnatori ed ai soggettisti.)

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Di recente, l’artista Yanick Paquette ha richiamato l’attenzione sul fatto che alcuni editori non pagano alcun tipo di canone o non danno copertura di crediti ad uno dei più importanti ed uno dei lavori creativi più duri, il lavoro del colorista. 

Ho raggiunto a uno dei migliori, Rico Renzi, colorista di FBP di Vertigo e DOG OF WAR di Scholastic Graphix , per avere la sua opinione sul perché succede questo.

Rico Renzi ha detto:

Grazie per avermelo chiesto Devon! Si tratta una questione molto importante per me, anche se io sono di parte.

I crediti sulla cover sono semplici e dovrebbero essere lo standard su tutti i fumetti. Il colorista ha contribuito a rendere l’arte quella che è al risultato finale e gli va riconosciuto di conseguenza.

Gli artisti in genere non fanno fumetti per i soldi. E ‘per la libertà creativa ed i crediti. E ‘il motivo per cui gli animatori e i registi vogliono fare fumetti. La possibilità di creare qualcosa di puro e di avere il proprio nome sulla cosa che hai fatto o hai contribuito a creare.

Per le royalties è più complicato. Intendo che le royalties implicano la proprietà. Alcune persone non gradiscono condividere a livello paritario creatore-creatore così si può capire perché sarebbe ancora più difficile convincere una società che questo dovrebbe essere lo standard.

Forse potremmo chiamarlo incentivo sulla vendita o punteggio. Se qualcosa fa scattare l’interesse e il fumetto comincia a vendere come un matto o viene adattato per videogiochi, TV o cinema, il team creativo che ha gettato le basi per quel IP dovrebbe essere ricompensato. Posso parlare solo per me, come colorista, porto qualcosa di unico alla tavola. Il mio lavoro è andare a influenzare l’aspetto di ciò che viene dopo. Se qualcosa ha successo (la maggior parte delle cose non lo hanno), tutti dovrebbero raccoglierne i frutti per la creatività, il tempo ed il duro lavoro che hanno messo in un progetto.

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Io sono completamente d’accordo con la questione sollevata. Al fumetto a cui lavoro (per il gusto di farlo e basta, al momento) che abbiamo creato con Luigi Chialvo (Ismaele e le Cronache di Akronya, lo potete trovare gratuitamente on line qui) l’ingresso nel team di lavoro del colorista Francesco Segala ha significato molto.

Contribuisce alla cifra stilistica e a dare luce e dimensione all’universo narrativo a cui stiamo lavorando giornalmente, mettendoci del suo.

Senza lui, nel migliore dei casi, Ismaele sarebbe diverso.

E’ quindi giusto che il suo nome sia grosso quanto il mio o quello di Luigi.

Voi che ne pensate?

Qui sotto potete notare la differenza fra una tavola solo chinata ed una con l’apporto del colorista.

Il disegno chinato e non colorato
Il disegno chinato e non colorato
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La tavola dopo l’intervento di Francesco Segala.