John Frame – The Animator Files #2

Come e perché è iniziato il tuo viaggio nell’animazione?

Sono arrivato all’animazione indirettamente. Sono stato uno scultore statico fino all’anno 2000 circa, quando sono rimasto completamente bloccato per quasi 5 anni. Alla fine di quel periodo un progetto, “tre frammenti di un racconto perduto”, è entrato nella mia coscienza completamente realizzato. La cosa più importante del progetto era che tutti i personaggi si muovevano. Da quel momento ho imparato ad articolare le figure per permettere loro di essere animate.

How and why did your journey into animation begin?

I came to animation indirectly. I was a static sculptor until about the year 2000, at which time I became completely blocked for almost 5 years. At the end of that time a project, “three fragments of a lost Tale,” came into my consciousness fully realized. The most important thing about the project was that All of the characters moved. Starting from that moment, I learned how to articulate the figures to allow them to be animated.

Quali sono le tue fonti di ispirazione?

La maggior parte delle mie fonti di ispirazione provengono da altre arti. La più importante è stata la letteratura, specialmente Shakespeare. Musica classica, in particolare Shostakovich e Bach di recente. Filosofia, in particolare gli Stoici e più particolarmente Marco Aurelio e Seneca.

What are your sources of inspiration?

Most of my sources of inspiration are from other arts. The single most important one has been literature, especially Shakespeare. Classical music, especially Shostakovich and Bach recently. Philosophy, especially the Stoics and more particularly Marcus Aurelius and Seneca.

Raccontaci del tuo processo creativo.

Il mio processo creativo implica prestare attenzione a tre aree di azione. Chiamali testa, cuore e mano. La testa è solo intellettuale, il cuore è il contenuto motivo del lavoro e la mano è l’aspetto tecnico. Cerco di rendere ciascuna di queste tre aree il più completa e autentica possibile e confido nel mio intuito per intrecciarle nel lavoro che faccio.

Tell us about your creative process.

My creative process involves paying attention to three areas of action. Call them head, heart and hand. Head is everything intellectual, heart is the motive content of the work and hand is the technical aspect. I try to make each of these three areas as complete and as authentic as I can and I trust my intuition to weave them into the work that I do.

C’è una parte del processo che ti annoia? E invece quale parte è quella che ti emoziona?

Non sono mai stato particolarmente innamorato del processo in studio. Gran parte di esso lo trovo piuttosto noioso e tecnicamente difficile. È solo quando il lavoro è completo ed è visto da altri che ne traggo il massimo piacere. Navigare in tutte le difficoltà vale sicuramente il guadagno che ho quando le persone rispondono con forza a quello che faccio.

Is there a part of the process that bores you? And instead which part is the one that excites you?

I’ve never been particularly enamored with the studio process. Much of it I find quite tedious and technically difficult. It is only when the work is complete and being seen by others that I take greatest pleasure from the it. Navigating all of the difficulty is definitely worth the pay off I have when people respond strongly to what I do.

Come definiresti la scena dell’animazione non legata ai grandi brand? C’è un pubblico? Quali canali utilizzi per pubblicare e raggiungere il maggior numero di spettatori possibile?

Penso che la scena dell’animazione al di fuori dei grandi studi sia in realtà quella in cui viene svolto il lavoro più interessante. A volte è difficile distinguere le cose davvero eccezionali dalle animazioni di 10 o 15 minuti che popolano così tanto i social media. Se c’è un pubblico per il lavoro indipendente è tra le persone che sono disposte a spendere il tempo per trovare quel lavoro. Non sono affatto sicuro di quante persone siano disposte a farlo. Sono nuovo dei social media, quindi non avrei alcun consiglio in quell’area.

How would you define the animation scene not linked to big brands? Is there an audience? What channels do you use to post and reach as many viewers as possible?

I think the animation scene outside of the big studios is actually where the most interesting work is being done. It’s difficult sometimes to sort out the really exceptional stuff from the 10 or 15 minute animations that populate so much of social media. If there is an audience for independent work it is among people who are willing to spend the time to find that work. I’m not at all sure how many people are willing to do that. I am new to social media, so I wouldn’t have any advice in that area.
 

Nuovi progetti in cantiere?

Ho una mostra di lavori che ho associato all’opera Faust, per la quale sono stato lo scenografo nel 2018. Questa mostra si apre al Claremont Museum of Art di Claremont in California il 4 dicembre 2021 e durerà fino al 20 marzo 2022. Ci sono altri progetti in cantiere, ma ho l’abitudine personale di non discuterli prima che vengano realizzati.

 

 

New projects in the pipeline?

I have an exhibition of work that I did associated with the opera Faust, for which I was the production designer in 2018. This exhibition opens at the Claremont Museum of Art in Claremont California on December 4 2021,and runs through March 20 of 2022. There are other projects in my pipeline, but I have a personal habit of not discussing them before they are realized.

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