Si fa sempre un gran discutere della sostanziale indifferenza che alcune Amministrazioni locali esercitano verso gli artisti dei proprio luoghi, preferendo dar risalto a nomi più blasonati ma forestieri.

E se ne discute perché è sostanzialmente vero, in quasi tutti i casi.

Il lockdown dovuto al covid ha però in qualche modo rimescolato le carte, vuoi perché gli spostamenti, le programmazioni e tutto quello che ne consegue ha subito drastici stop e gestioni ritardate, vuoi perché la mancanza di eventi ha lasciato liberi gli spazi fisici assegnati alle affissioni, che di solito di questi tempi sono sovraccariche.

Anche la mia Amministrazione (come altre del territorio Nazionale) ha colto la palla al balzo e unito le due cose, proponendo si fatto una Mostra Collettiva all’Aria Aperta. Io, con altri nove artisti originari del mio Comune (Stefano Casini, siamo stati chiamati a riempire questi spazi, elaborando delle opere sui concetti #lanaturacura e #lanaturacrea .

La mia opera si intitola Katharsis:

catarsi è un termine utilizzato per indicare la cerimonia di purificazione che si ritrova in diverse concezioni religiose ed in ritualimagici. Nel quinto secolo era anche l’evacuazione di escrementi o di elementi ritenuti dannosi per la salute.Per me questa funzione l’ha sempre avuta l’arte, che fosse lo scrivere una poesia o una canzone, il dipingere o il raccontare storie. L’arte sicuramente cura, attuando un processo creativo che si avvicina molto al concetto di riciclo, di trasformazione. Prende il dannoso, le scorie della vita e le digerisce, le elabora, le scompone e le ricompone in qualcosa di comunicativo.

Nella mia opera ho cercato di sintetizzare questo concetto.

Ho letto anche qualcuno fare battute furbette o polemica sul fatto che sia o no un’idea originale. In arte non si inventa nulla, e invece di fare battute sagaci, dovremmo applaudire queste iniziativa che danno risalto agli artisti locali, alla cultura usando spazi pubblici e gratuiti per la popolazione.