Un uomo sta in piedi, nudo, davanti ad uno specchio. 

E’ uno specchio di quelli a figura intera cha va dalla testa ai piedi. L’uomo è basso, calvo e un po’ sovrappeso.

Guarda nello specchio la sua immagine riflessa.

“Chi sei? Non ti riconosco… come sei cambiato…” Si avvicina allo specchio e guarda il suo riflesso dritto negli occhi “il tempo è passato ed io non mi riconosco più nell’immagine che rimandi…”

“Perché non sei tu.” Risponde il riflesso.

C’è un attimo di silenzio e l’uomo spalanca gli occhi ma non riesce a parlare. Fissa lo specchio congelato nel suo stupore, con le braccia abbandonate lungo i fianchi, incredulo.

“E in effetti, già che entriamo in argomento, chi sei TU?” lo incalza il suo riflesso.

“Chi… Come….” farfuglia l’uomo guardando intorno “Come fai a parlare?”

“Esattamente alla stessa maniera di come fai tu. Ma al contrario.” una breve pausa come per permettere all’uomo di metabolizzare la notizia, e poi “Allora, chi sei TU?”

“Come sarebbe chi sono io? Io sono io, sono il padrone, il capo.. Anzi, meglio: io sono il proprietario dell’immagine riflessa!!”

Un po’ poco, non credi?” chiede l’immagine. “Voglio dire, essere il proprietario di un riflesso non è poi questa gran cosa, se ci pensi. Non ti ho chiesto, però, cosa possiedi.” il riflesso dell’uomo adesso si siede sul riflesso del letto. “Ti ho chiesto chi sei. TU, chi sei?”

L’uomo si siede a sua votla, e lo fa su una poltrona, di fronte allo specchio. Lo specchio rimanda un’immagine non definita, sfocata, fumosa come fumoso è, al momento, il ruolo dell’uomo suo padrone.

“Come mai d’un tratto l’immagine che rifletti è indefinita?” chiede l’uomo.

“Perché indefinito è il tuo ruolo.” gli risponde lo specchio.

“Ma così potrebbe, il riflesso, appartenere a chiunque altro.” osserva l’uomo.

“Esatto, proprio come la tua esistenza: potrebbe appartenere a chiunque altro. Allora, TU chi sei?”

“Io sono… non lo so…” L’uomo, avvilito dalla constatazione, abbassa la testa. Cerca conforto in una sigaretta e, sempre con la testa bassa. “Quando ero giovane era una domanda che non mi facevo. Avevo chiaro l’uomo che sarei stato. No… in realtà avevo chiaro l’uomo che NON sarei stato. Non sarei stato come mio padre. Non sarei stato un’ombra. Non sarei stato…”

alzando lo sguardo, ormai in lacrime, verso lo specchio, constatando l’ironia della realtà…

“… evanescente…”

L’immagine nello specchio sorride. Adesso gli occhi e la bocca cominciano ad avere contorni più definiti.

“Non pensi sia il momento di decidere chi essere?” Gli chiede il riflesso “Dalla tua decisione dipende anche la definizione del mio essere. Se io sono il risultato rovesciato di quel che sei tu, se tu sei indefinito, io resto da definire.”

“Ormai è tardi, no?…” chiede l’uomo espirando una nuvoletta di fumo.

“È una domanda, la tua, o un’affermazione?” chiede il riflesso.

“NON LO SO!” risponde esasperato l’uomo.

ritratto del Daddi – Blender – Eevee

Urla, adesso, l’uomo. Urla e tira il posacenere verso lo specchio. Colpisce l’immagine alla testa, col risultato che anche lui sanguina in quel punto. In quel punto, chiaramente, ma specchiato.

“Ahhhhhhhh…” l’uomo lascia andare un grido di dolore mentre si rannicchia coprendosi la fronte con entrambe le mani.

“Hahaha, ancora non hai capito?” gli chiede lo specchio “Io sono il tuo negativo, il tuo riflesso, la tua immagine capovolta, i tuoi pensieri girati, i tuoi sogni al contrario. Tutto all’inverso, senza dubbio, ma sono comunque te.”

“Basta: sto impazzendo. Forse sono già impazzito, e mi ritrovo a fine giornata, da solo, a parlare allo specchio. Ho urgente bisogno di un aiuto.” sentenzia l’uomo.

“Ok, ora ci siamo. Sono qui per questo, in effetti.” risponde il riflesso

“Come sarebbe a dire?” chiede l’uomo.

“Sarebbe a dire che dalla tua definizione dipendono anche i miei contorni. Se tu non sei in grado di rispondere alla Domanda, allora lo dovrò fare io per noi. È nel mio interesse.”

“Quale Domanda?”

“Ancora? Chi sei, TU?”

L’uomo, sconfortato guarda fuori dalla finestra, ed in lacrime, risponde…

“Io…. io non lo so…”

“Ecco, appunto. Come vedi, dovrò occuparmene personalmente.” risponde seccato il riflesso.

“E come?”

Una mano esce dalla cornice dello specchio, e si tende verso quella del’uomo

“Dammi la mano, sarà rapido, e sarà indolore. Potremmo invertirci, sistemerò tutto, e a cose fatte ognuno riavrà il suo posto.”

ritratto del Daddi – Blender – Eevee

L’uomo afferra la mano, anche se non molto convinto ormai è sempre più debole e rassegnato. Il riflesso e l’uomo si penetrano, si intersecano e si ruotano. Si invertono e si sostituiscono l’uno all’altro.

Adesso l’uomo è dentro la cornice dello specchio, dietro la sua fredda superficie, ed il riflesso di cui sono definiti solo gli occhi, la bocca, i contorni e le mani, è al suo posto, fuori.

“Adesso io che faccio? Voglio dire, tu sistemerai le cose, vero? Sistemerai la mia vita. Risponderai per me alla Domanda.” chiede l’uomo. La sua voce tradisce l’ansia che sta avvertendo.

“Certo, risponderò alla Domanda. Per NOI.” risponde il riflesso.

“E così poi potremo tornare alla normalità.”

“Un giorno. Forse.” Il riflesso, adesso non più riflesso ma uomo, fa una piccola pausa “Starà a me decidere, come tu oggi hai deciso di divenire la parte inversa.”

“Ed io? Ed io, allora che cosa faccio?” chiede il non più uomo, ma nuovo riflesso, disperato seduto in un angolo dello specchio.

Il riflesso, adesso fuori, sorride vistosamente e dando le spalle allo specchio risponde

“E tu, adesso…Rifletti.”

FINE