Una volta, tanti anni fa, avevo un blog di arte: The ArtZine (TAZ). Facevo a tutti gli artisti che intervistavo le solite 6 domande. Poi col tempo ho smesso, non saprei dire neanche bene perchè.

Ieri mi è venuta voglia di ricominciare, anche perché mi piace molto sapere come lavorano gli altri, che processi usano, cosa guardano, cosa li ispira.

Allora comincio Da Vincenzo Pratticò, che ho conosciuto tramite Watson Edizioni e che ha fatto delle bellissime copertine per volumi di cui hop curato le illustrazioni interne.

Come ti approcci ad un uovo lavoro?

La prima mossa è sempre la ricerca di immagini di riferimento. Passo molto tempo sul web a cercare ogni cosa che possa aiutarmi a rendere l’immagine quanto più verosimile alla realtà. Quando ho raccolto materiale a sufficienza comincio la fase di impostazione della tavola. Non perdo molto tempo su questa parte, poiché durante la ricerca di reference cerco già di visualizzare in mente quello che andrò a fare. Dopo un paio di bozze, scelgo la migliore e inizio la lavorazione.

Sei sempre soddisfatto del risultato finale? Se no, cosa fai?

E’ raro, rarissimo che io sia soddisfatto di quello che faccio. L’unica cosa che mi impedisce di continuare a lavorare in eterno sullo stesso lavoro cercando di correggere gli innumerevoli errori che il mio cervello percepisce in continuazione è la deadline. Mi pare sempre di essere tipo a Masterchef, che fino all’ultimo secondo prima del timeout sto ancora li a limare dettagli e a correggere cose.

Dove trovi l’ispirazione?

Principalmente la mia ispirazione arriva dalle opere dei grandi miti dell’illustrazione, sia del passato che contemporanei. Ho impostato i miei social in modo prettamente artistico, in modo che la mia bacheca sia sempre invasa da illustrazioni e opere in modo da alimentare ogni giorno il sacro fuoco dell’ispirazione.

Qual’è l’artista che ha più influenza su di te, perché e che suo lavoro consiglieresti?

Dave Rapoza e Todd Mcfarland sono senza dubbio quelli che hanno contribuito maggiormente alla mia formazione artistica, anche se quest’ultima magari ha poco a che vedere con lo stile di entrambi. Il primo mi ha aiutato tantissimo con la colorazione digitale grazie ai suoi tutorial, mentre il secondo ha seminato in me il germe dell’epicità e della coattanza. Di entrambi apprezzo la voglia e la totale disponibilità nel condividere la loro esperienza e il loro mestiere a tutti. Consiglio di guardare i loro video online.

Quali sono le tue preferenze artistiche e in che modo influenzano ciò che fai nella tua arte?

Le mie preferenze sono strettamente legate al fantastico in ogni sua sfaccettatura, dal fantasy, alla fantascienza, allo steampunk e a tutto ciò che è una variante della nostra realtà. L’idea alla base della mia arte è quella di dar vita a cose inesistenti, ma plausibili, potenzialmente reali. Da qui la mia attitudine ad utilizzare uno stile realistico, o semi realistico e ad avere poca affinità verso tutti quelli che alterano eccessivamente la realtà (manga/disney/ecc.).

Qual è il tuo hobby?

Il mio hobby è fare il dipendente part-time in un supermercato.

Bio

Vincenzo Pratticò nasce in Calabria nel 1984 si trasferisce a Roma per conseguire il diploma di disegno e tecnica del fumetto presso la Scuola Romana dei Fumetti.

Dal 2016 collabora come illustratore freelance per il collettivo Nordehim, lavora come disegnatore ufficiale del gioco di ruolo post-apocalittico Nameless Land ed è copertinista per i romanzi editi dalla Watson Edizioni.

Facebook: https://www.facebook.com/VincenzoPratticoArtworks
instagram: https://www.instagram.com/vincenzo_prattico
Artastation: https://www.artstation.com/vincenzoprattico