Les Fleurs du mal

Oggi vi parlo dei Fiori del male.

È un mio disegno di qualche tempo fa, fatto in principio come studio di copertina per un libro su un erborista che avvelenava la gente, poi scartato e terminato in quanto ispirato dalla celebre raccolta di poemi di Baudelaire. Il disegno è stato fatto prima a lapis su cartoncino da acquerello, poi inchiostrato con pennino e china, dopodiché ho fatto una copia su un altro cartoncin, questa volta colorato e poi ho dato il colore ad acquerello.

Il disegno è anche metaforico, d’altronde dalla mano interrata (un cadavere?) sta nascendo una pianta. La vita dopo lo morte, la vita nonostante la morte oppure la vita grazie alla morte? Non lo so ancora, ma il disegno mi piace perché è riuscito particolarmente evocativo.

Tecnica: Inchiostro e acquerello su cartoncino.

Dimensioni: A4

Se siete interessati all’acquisto dell’originale o una stampa contattatemi pure via mail.

I fiori del male (Les Fleurs du mal) è una raccolta lirica di Charles Baudelaire.

Il titolo dell’opera, “I fiori del male“, è fortemente emblematico: da quest’ultimo, infatti, è possibile comprendere l’orientamento dello stile poetico dell’autore, nonché la tendenza che lo spinse a comporre l’intera opera, ovvero il fare poesia su argomenti cupi, scabrosi, talvolta immorali. Non a caso, la traduzione letterale del titolo (“Les Fleurs du mal”) dalla lingua francese a quella italiana è “I fiori dal male”, vista la volontà dell’autore di avvalersi della poesia per “estrarre la bellezza dal male” (“extraire la beauté du Mal”). Il titolo fu giudicato dai suoi contemporanei e dalla critica un titolo provocatorio e dirompente, tuttavia perfettamente in linea con l’animo misterioso dell’autore.

I fiori del male viene considerata una delle opere poetiche più influenti, celebri e innovative non solo dell’Ottocento francese ma di tutti i tempi. Il lirismo aulico, le atmosfere surreali di un modernismo ancora reduce della poetica romantica, lo sfondo vagamente sinistro, tradusse Baudelaire nello stereotipo del “poeta maledetto”: chiuso in se stesso, a venerare i piaceri della carne e tradurre la propria visione del mondo in una comprensione d’infinita sofferenza e bassezza. L’intenso misticismo del linguaggio e un rigore formale freddo si trovano ad affrontare temi metafisici, teologici ed esotici.

Today I speak to you about Les Fleurs du mal.

It is a drawing of mine some time ago, done in the beginning as a cover study for a book about an herbalist who poisoned people, then discarded and finished as inspired by the famous collection of poems by Baudelaire. The drawing was done first in pencil on watercolor paper, then inked with nib and ink, then I made a copy on another cartoncin, this time colored and then I gave the color in watercolor.

The drawing is also metaphorical, on the other hand from the buried hand (a corpse?) A plant is being born. Life after death, life in spite of death or life through death? I do not know yet, but I like the design because it was particularly evocative.

Technique: Ink and watercolor on cardboard.

Dimensions: A4

If you are interested in buying the original or a print, please contact me by mail.

Les Fleurs du mal is a lyric collection by Charles Baudelaire.

The title of the work, “The Flowers of Evil”, is strongly emblematic: from the latter, in fact, it is possible to understand the orientation of the poetic style of the author, as well as the tendency that led him to compose the entire work, that is to say poetry on dark, scabrous, sometimes immoral subjects. It is not by chance that the literal translation of the title (“Les Fleurs du mal”) from French to Italian is “Flowers from evil”, given the author’s will to use the poem to “extract beauty from evil” ( “extraire la beauté du Mal”). The title was judged by his contemporaries and critics a provocative and disruptive title, yet perfectly in line with the mysterious soul of the author.

The flowers of evil are considered one of the most influential, famous and innovative poetic works not only of the French nineteenth century but of all time. The noble lyricism, the surreal atmospheres of a modernism still fresh from romantic poetry, the vaguely sinister background, translated Baudelaire into the stereotype of the “accursed poet”: enclosed within himself, to venerate the pleasures of the flesh and translate his vision of the world into an understanding of infinite suffering and baseness. The intense mysticism of language and a cold formal rigor are faced with metaphysical, theological and exotic themes.

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