Racconti in serie

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A me piacciono molto le serie.

Mi sono sempre piaciute le serie. Sempre piaciuti i cartoni animati, le serie TV e i fumetti. Tutta roba seriale. Che poi siano organizzati in una macro storia o comporti a da singole puntate anche svincolate me ne è sempre importato poco. Certo, Lost mi ha intrigato (fino al finale demenziale), ma mi piacevano anche Automan o Happy Days, che avevano si una labile microstoria, ma erano composte da episodi abbastanza svincolati.

Quando faccio fumetti è facile approcciarsi a questo mondo, quello seriale. Scrivi e disegni 24 pagine e aspetti le prossime 24 per sapere che è successo e così via. (a proposito: ho qui delle copie del primo volume di Zakk Void, se volete mandatemi un messaggio: 3 euro più spese di spedizione). Tutti i miei fumetti sono a puntate: Zakk Void, Tunder Tardo, Ismaele, Shelter e Zero hanno storie che si dipanano per almeno 4 numeri da 24 pagine.

Ma invece i romanzi a puntate?

I romanzi a puntate esistono già da tempo e anche lì non è che si inventa nulla, e meno male: esistono vie già collaudate. Mi piaceva l’idea di raccontare una storia a puntate, solo con le parole,
e quindi l’anno scorso ho scritto Notturno, il mio primo romanzo a puntate, diviso in sei capitoli (le sei ore in cui si svolge la storia) e pubblicato online. Ora Notturno sta cercando una casa editrice, attendiamo conferme.

Fantasy, Fantascienza e Mistery.

Notturno è il mio romanzo seriale Fantasy: ci sono fatine e strani ometti ragno, un ragazzo umano ma anche gufi ancestrali e vermi millenari, ometti blu alti pochi centimetri e il signore delle tenebre in persona. Siccome l’esperimento mi aveva divertito (sto scrivendo la seconda parte o, come direbbero quelli di Netflix: la seconda stagione) allora mi sono approcciato in maniera simile anche alla fantascienza e al mistero. Qualche tempo fa avevo progettato una storia a fumetti (sempre seriale) che poi non è andata avanti, ed allora avevo deciso di riprenderla a trasportarla in prosa, anche perché la conformazione si prestava: un albergo, molte stanze, ogni stanza un universo e quindi infinite possibilità narrative… all’inizio era intitolata La locanda alla fine del tempo, ma era troppo Gaiman Style, allora ho optato per un più semplice e diretto Hotel Apocalisse. I protagonisti di Hotel Apocalisse sono Jinn, un anziano portiere cinese e Bill, un cane di piccola taglia pieno di sorprese. Vengono chiamati per telefono da un non meglio indicato superiore, per mettere ordine nelle varie stanze. Detective Newton invece narra le disavventure fantascientifiche dell’omonimo Detective Curtis Newton e del suo microscopico ciclope giallo Osm (Organismo Senziente di Monitoraggio).

Dove?

Notturno – dicevamo – è in cerca di casa nel formato intero, a romanzo. Qui potete trovare una recensione della prima, seconda e terza puntata.

Hotel Apocalisse lo pubblicherò qui bisettimanalmente.

Detective Newton ha già trovato un posto dove uscire a puntate regolarmente.

Le copertine chiaramente mi sono divertito a creale da me, cercando di rievocare i toni mantenuti nel testo e di dare già a primo impatto una chiara indicazione di dove si va a parare. No alarms and no surprises, forse, ma solo un tentativo di intrattenimento.

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E a voi, che genere piace di più?

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